Quando il bene entra in gioco è possibile superare ogni ostacolo: un anno di Servizio Civile all’AUSL della Romagna

2018-08-24T12:49:45+00:00 24/08/2018|
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AUSL della ROMAGNA – Cesena

Sara ci racconta la sua intensa esperienza al Centro di Salute Mentale dell’AUSL di Cesena.  

La mia avventura è cominciata nell’Ottobre 2017 quando l’Ausl Romagna pubblicò il bando per il Servizio Civile Nazionale. Dopo vari colloqui sono entrata al Centro Salute Mentale (CSM – dipartimento di psichiatria).
All’inizio avevo alcune paure perché pur essendo educatrice non avevo ancora lavorato con persone adulte. Piano piano mi sono abituata e mi sono integrata nelle attività che quotidianamente vengono svolte al centro diurno: camminate, attività cognitive a scopo riabilitativo con l’educatore,attività di cucina o uscita con i pazienti al mercato, attività grafica e durante i mesi estivi attività al mare. Ogni giorno cerco sempre di entrare con il sorriso perché davanti a pazienti in determinate condizioni il sorriso è l’unica cosa che conta forse più di tante parole. Proprio qualche giorno fa stavo riflettendo sulla parola “Bellezza” che etimologicamente significa qualità di ciò che appare o è ritenuto bello ai sensi e all’anima, e proprio da questo si genera connessione tra l’idea di bello e bene. Come quando vogliamo bene ad una persona cara risulta anche bella, mi viene da pensare ai genitori, a due persone che si amano, agli amici. Quando il bene entra in gioco è possibile superare ogni ostacolo, questo è ciò che è accaduto a me piano piano ho superato quelle barriere che mi impedivano di vedere l’altro da un altra prospettiva. Ringrazio perché ognuno è stato importante in questo percorso e sto imparando tanto più di tutti i libri letti e studiati finora. Concludo con le parole di un professore che ho sempre riletto nei momenti difficili perché danno speranza e forza a tutti gli educatori e a coloro che hanno perso la voglia di lottare. “L’educatore dell’ Oltre è in grado di coltivare il senso della propria eccezionalità e irripetibilità evitando che esse vadano a discapito dei sentimenti e dei vissuti di eccezionalità ed irripetibilità dei soggetti ai quali si rivolge. Egli sa cogliere il valore della propria differenza senza spezzare i legami con il contesto sociale, consapevole che la persona può essere rispettata solo se all’interno delle organizzazioni e dei contesti di cura vige anche una cultura del rispetto reciproco che consenta agli operatori di concentrarsi sui loro interlocutori anziché piegarsi su di se. L’educatore dell’Oltre è incompiuto e connesso con il mondo, sa mettersi in ascolto e quando i suoi modelli vengono vincolati egli sa che devono poter essere rifiutati. L’educatore dell’Oltre educa e vive con lo sguardo rivolto oltre questi ripari perché l’educazione sia anche rifugio ma anche dipendenza ed errore, apertura al mondo nel quale la paradossalità possa essere sciolta perché esso offre più di una via d’uscita”.
Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo mio percorso: l’Ausl Romagna, il Copresc, la mia famiglia, i miei amici perché senza di loro non sarei arrivata fin qua, grazie al loro sostegno e per la forza che mi hanno dato e mi danno per affrontare tutto, mi auguro di non restare sola in futuro ma spero che questo sia stato uno slancio verso la nuova vita professionale. Per i futuri ragazzi propongo il Servizio Civile affinché possano svolgere un esperienza come la mia e vivere tutto in prima persona.

Sara A. – volontaria SCN