Servizio Civile Universale in Italia e all’estero2018-07-30T12:55:43+00:00

– Servizio Civile Universale in Italia e all’estero

Il Servizio civile volontario è un’importante e unica occasione di crescita personale, un’opportunità di educazione alla cittadinanza attiva, uno prezioso strumento per aiutare le fasce più deboli della società contribuendo allo sviluppo sociale, culturale ed economico del nostro Paese.

Il servizio civile è un percorso aperto ai ragazzi e alle ragazze dai 18 ai 28 anni che possono decidere di scegliere volontariamente di vivere un’esperienza di 12 mesi presso un ente (Associazioni di volontariato, Associazione di promozione sociale, Cooperative sociali, ONG, comuni, comunità montane, Università, USL ecc.) come parte attiva di un progetto che si svolge nei settori:

• assistenza
• ambiente
• educazione e promozione culturale
• patrimonio artistico e culturale
• protezione civile
• servizio civile all’estero

Il Servizio Civile prevede un rimborso mensile pari a 433,80 euro (più un’indennità aggiuntiva giornaliera per i volontari che prestano servizio all’estero), nonché la copertura assicurativa e l’attestato di fine servizio (attestato che può essere riconosciuto come punteggio aggiuntivo nei concorsi pubblici o che può essere utile per equiparare il servizio svolto ai tirocini curriculari universitari).

Partecipare al progetto di servizio civile significa investire sulla propria crescita personale e professionale, sia attraverso l’esperienza diretta sul campo sia attraverso la formazione prevista da tutti i progetti.

Tutti i progetti di Servizio Civile, sia in Italia che all’Estero, si trovano all’interno degli stessi bandi, ordinari o straordinari, del Servizio Civile e hanno la durata di 12 mesi.
Una volta pubblicato il bando, i giovani interessati hanno tempo 30 giorni per presentare la domanda di partecipazione direttamente all’ente promotore del progetto. [Per i volontari che hanno già svolto il loro servizio in Italia non è possibile rifare quest’esperienza all’estero].

Sul nostro sito e sul sito www.serviziocivile.gov.it, in concomitanza con l’uscita del bando, è possibile ricercare tutti i progetti approvati attraverso un rapido e semplice motore di ricerca, differenziato sia per area geografica che per settore.

La storia del Servizio Civile affonda le sue radici nella storia dell’obiezione di coscienza.
Di seguito i passi più importanti, grazie ai quali i giovani possono oggi scegliere di dedicare un periodo della propria vita agli Altri!

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1972 Nasce il diritto all’obiezione di coscienza – Sotto la spinta delle azioni di protesta condotte dalle organizzazioni non violente e del crescente interesse dei cittadini nei confronti dell’obiezione di coscienza, nel 1972 il Governo approva la legge n. 772 “Norme in materia di obiezione di coscienza”, che sancisce il diritto all’obiezione per motivi morali, religiosi e filosofici ed istituisce il servizio civile, sostitutivo del servizio militare e quindi obbligatorio.

1998 Nasce l’Ufficio Nazionale per il Servizio civile – La legge n. 230 del 1998 “Nuove norme in materia di obiezione di coscienza” abroga la legge n. 772 del 1972 e riconosce l’obiezione di coscienza quale diritto del cittadino, istituisce la Consulta Nazionale per il Servizio Civile, organismo permanente di consultazione, riferimento e confronto per l’Ufficio Nazionale del Servizio Civile, ed il Fondo Nazionale per il Servizio Civile, ove confluiscono le risorse gestite fino ad allora dal Ministero della Difesa e nel quale possono essere versate donazioni pubbliche e private a scopo finalizzato. La gestione del Servizio civile cessa di essere competenza del Ministero della Difesa, ed è affidata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio Nazionale per il Servizio Civile (UNSC).

2000 La legge 331 del 2000 “Norma per la istituzione del servizio militare professionale” fissa al 1 gennaio 2007 la data di sospensione della leva obbligatoria che viene successivamente anticipata al 1 gennaio 2005 (legge 23 agosto 2004 n. 226).

2001 Nasce il Servizio Civile nazionale – E’approvata la legge 64/01 che istituisce il Servizio Civile Nazionale: un servizio volontario destinato ai giovani dai 18 ai 26 anni, aperto anche alle donne, che intendono effettuare un percorso di formazione sociale, civica, culturale e professionale attraverso l’esperienza umana di solidarietà sociale, attività di cooperazione nazionale ed internazionale, di salvaguardia e tutela del patrimonio nazionale.

2005 Sospeso il servizio di leva – Il 1° gennaio 2005 viene sospeso il servizio di leva, cessa il servizio civile sostitutivo (legge n. 230 del 1998) e resta solo il Servizio Civile Nazionale (Legge 64/01). Inizia la nuova era del Servizio Civile Nazionale.

2013 I Corpi Civili di Pace – La Legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità 2014), all’articolo 1, comma 253, prevede l’istituzione in via sperimentale di un contingente di corpi civili di pace. Tale disposizione è volta a dare ulteriore attuazione ai principi ispiratori del Servizio civile nazionale. Il contingente sarà impegnato in azioni di pace non governative in aree a rischio di conflitto – ovvero già in conflitto – o in caso di emergenze ambientali. L’iniziativa legislativa è molto significativa in quanto apre la strada a interventi civili non violenti nelle aree di conflitto e alla possibilità di prevedere ulteriori strumenti ordinari, per la gestione delle relazioni internazionali, alternativi alla guerra.

2014 Al via il Disegno di legge delega – Il 10 luglio 2014, il Consiglio dei Ministri approva il disegno di legge “Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale”, presentato alla Camera dei Deputati il 22 agosto 2014. L’articolo 1 prevede, tra l’altro, la delega al Governo per la revisione dell’attuale disciplina in materia di servizio civile nazionale con l’istituzione di un servizio civile universale, finalizzato alla difesa non armata della Patria e alla promozione dei valori fondativi della Repubblica. Tra i principi e criteri direttivi individuati nella riforma si segnala, anzitutto, la previsione di un meccanismo di programmazione almeno triennale dei contingenti di giovani che possono essere ammessi al servizio civile universale e di procedure di selezione ed avvio dei giovani improntate a principi di semplificazione, trasparenza e non discriminazione.

2015 L’apertura ai ragazzi stranieri – La Corte costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 3, comma 1, del decreto legislativo 5 aprile 2002, n. 77 (Disciplina del Servizio civile nazionale a norma dell’articolo 2 della L. 6 marzo 2001, n. 64), nella parte in cui prevede il requisito della cittadinanza italiana ai fini dell’ammissione allo svolgimento del servizio civile. Di conseguenza, in via amministrativa, il Dipartimento per la gioventù e il servizio civile nazionale nella predisposizione dei bandi disapplica la norma che è in contrasto con la normativa europea. Il principio verrà poi normativamente sancito con la riforma. Nello stesso anno, con decreto ministeriale, viene stabilita l’organizzazione del contingente dei Corpi civili di pace ai sensi della L.147/2013

2016 La legge delega – Viene pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 141 del 18 giugno 2016 la legge 6 giugno 2016, n. 106: Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale. Il provvedimento entrerà in vigore il successivo 3 luglio. La legge delega definisce i principi fondamentali attorno ai quali dovranno articolarsi i decreti delegati e sancisce, tra le altre cose, l’accesso al servizio civile anche degli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, ampliando quanto previsto dalla sentenza della Corte Costituzionale che faceva riferimento ai residenti.

2017 Il Servizio civile universale – Emanato il Decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40: Istituzione e disciplina del Servizio civile universale, a norma dell’articolo 8 della legge 6 giugno 2016, n. 106. Il provvedimento entra in vigore il 18 aprile e rappresenta la tappa fondamentale dell’importante percorso di riforma.

– Faq

1. Cos’è il Servizio Civile Universale?2018-06-28T15:11:02+00:00

Il Servizio Civile Universale rappresenta un’opportunità per i giovani dai 18 ai 28 anni di difendere la propria patria in maniera non armata e non violenta attraverso la realizzazione di progetti di cittadinanza attiva, di solidarietà, di integrazione sociale che si rivolgono a specifici settori (assistenza, cultura, educazione, protezione civile, ambiente). Il Servizio Civile Volontario, istituito nel 2001, è discendente diretto dell’obiezione di coscienza, un’alternativa al servizio militare.

2. Qual è la durata del Servizio?2018-06-28T15:03:13+00:00

I progetti relativi all’anno 2018 hanno la durata di 12 mesi, per un totale di 1400 ore (circa 30 ore settimanali).

I nuovi progetti di Servizio Civile Universale che saranno inseriti nei bandi a partire dal 2019 potranno avere, invece, durata dagli 8 ai 12 mesi con un monte ore di servizio settimanale pari a 25.

3. Si può fare Servizio Civile all’estero?2018-06-28T15:03:45+00:00

Assolutamente sì! Troverai progetti disponibili da parte di diversi enti nei bandi ordinari di Servizio Civile.

4. Il Servizio Civile è un lavoro?2018-06-28T15:04:17+00:00

Il Servizio Civile non può essere considerato un lavoro. Si tratta di un periodo che viene scelto e svolto a livello volontario, un’occasione formativa e di crescita personale da spendere, perché no, anche in futuro professionale.

5. Il Servizio Civile è compatibile con altre attività?2018-06-28T15:04:56+00:00

Sì, i volontari in servizio civile possono svolgere attività di studio e/o lavoro, purché tali attività siano compatibili con il corretto svolgimento del servizio.

6. Quali sono i requisiti necessari per poter fare domanda di Servizio Civile Universale?2018-06-28T15:05:38+00:00

Al momento di presentazione della domanda, i giovani interessati senza nessuna distinzione di sesso, devono presentare i seguenti requisiti:

  • Avere compiuto 18 anni e non superare i 28 anni e 364 giorni;
  • Essere cittadini dell’Unione Europea o cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti;
  • Non aver subito condanna anche non definitiva con pena di reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo, per delitto contro la persona o per trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materiale esplodente. Non deve inoltre esser stato condannato per favoreggiamento o appartenenza a gruppi eversivi, terroristici o facenti pare della criminalità organizzata.
7. Chi non può fare domanda di Servizio Civile?2018-06-28T15:06:23+00:00

Non può presentare domanda di Servizio Civile chi ha già prestato Servizio o lo ha interrotto prima della scadenza prevista dal progetto; inoltre non può fare domanda di partecipazione al bando chi ha dei rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita con l’ente che realizza il progetto o li ha avuti per una durata superiore ai tre mesi nel corso dell’anno precedente.

8. Dove posso trovare informazioni sui vari progetti così da poter scegliere quello più adatto a me?2018-06-28T15:07:06+00:00

In allegato ad ogni bando viene fornito un elenco completo dei progetti previsti. Il bando è reperibile sul sito dell’UNSC, sui siti dei vari Enti coinvolti e sul sito del Co.Pr.E.S.C. Per essere orientato, in particolare sui progetti attivi sul territorio della Provincia di Forlì-Cesena, puoi rivolgerti al Copresc di Forlì- Cesena in Piazza Morgagni, 2 a Forlì.

9. Come si presenta la domanda di Servizio Civile?2018-06-28T15:10:34+00:00

La domanda di Servizio Civile si presenta compilando gli allegati 2 e 3 al Bando di Servizio Civile. È indispensabile allegare la fotocopia di un documento d’identità valido ed è consigliabile allegare il curriculum vitae, copie dei titoli in possesso ed altre certificazioni ritenute significative. Il tutto dev’essere consegnato di persona o inviato tramite raccomandata A/R o, ancora, tramite PEC (intestata al candidato), all’ente in cui si intende fare domanda.

10. Quanto tempo ho per presentare la domanda?2018-08-30T15:36:20+00:00

La domanda può essere presentata soltanto in seguito alla pubblicazione ufficiale del bando di Servizio Civile entro i termini previsti dal bando. Le domande pervenute dopo la scadenza dei termini previsti non verranno accolte (fa fede il timbro postale).

11. Quante domande di partecipazione si possono presentare?2018-06-28T15:14:31+00:00

Si può presentare UNA SOLA domanda per un unico progetto a scelta tra quelli inseriti nel Bando. La presentazione di più domande equivale all’esclusione da tutti i progetti.

12. Come avvengono le selezioni?2018-06-28T15:15:28+00:00

In seguito alla presentazione della domanda, ogni candidato dovrà sostenere una selezione da parte dell’Ente presso il quale si è fatto richiesta. Sarà compito dell’Ente comunicare la data e la sede in cui avverrà il colloquio. In caso di mancata presenza del volontario, questo verrà automaticamente escluso dal progetto. In sede di colloquio, ai fini di stilare la graduatoria, verrà attribuito un punteggio al candidato in base ai titoli di studio conseguiti ed alle attitudini personali poste in relazione al progetto per il quale concorre.

13. Mentre si aspetta la graduatoria definitiva relativa al progetto per il quale ho fatto domanda, posso presentare domanda per un progetto inserito in un bando successivo?2018-06-28T15:16:41+00:00

Sì, è possibile. Anche se, nel caso in cui si venga selezionati per entrambi i progetti, non si potrà optare per la seconda scelta nel caso si sia già preso servizio.

14. Quando le graduatorie provvisorie divengono definitive?2018-06-28T15:22:53+00:00

Le graduatorie stilate dagli Enti in fase di colloquio divengono definitive in seguito alla verifica da parte dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile dei seguenti requisiti:

– Limiti di età del candidato;

– Possesso della cittadinanza italiana;

– Godimento dei diritti politici;

– Assenza di condanne penali.

Eventuali esclusioni vengono comunicate tempestivamente agli Enti che, a loro volta, le comunicano ai candidati prima di pubblicizzare le graduatorie sui rispettivi siti.

15. Cosa succede se non mi presento in servizio nel giorno e nella data indicati sul contratto?2018-06-28T15:23:38+00:00

In caso di mancata presentazione, il volontario è tenuto a fornire una giustificazione in merito alle cause che gli hanno impedito di prendere servizio. Non presentarsi presso l’Ente nella data stabilita dal contratto equivale alla rinuncia, fatto salvo nel caso in cui i motivi dell’assenza siano da attribuire ad una malattia debitamente certificata. In questo caso, il volontario viene considerato in servizio, ma gli verranno scalati i giorni di assenza dai quindici giorni di malattia di cui dispone durante l’anno. Nel caso venissero superati i quindici giorni, in mancanza di cause gravi e certificate, scatta la rinuncia.

16. Cosa si intende per rinuncia?2018-06-28T15:34:37+00:00

La rinuncia avviene nel caso in cui il volontario non prenda servizio o dichiari di non voler prendere servizio. La rinuncia dà diritto di presentare domanda in un bando successivo.
Qualora avvenga, si procede allo scorrimento della classifica degli idonei al servizio.

17. Cosa si intende invece per interruzione?2018-06-28T15:48:03+00:00

L’interruzione avviene quando il volontario prende servizio e solo successivamente dichiari di non voler mantenere il rapporto di collaborazione con l’Ente. In questo caso, il volontario non conserva il diritto di presentare domanda di servizio in occasione di un successivo bando. L’interruzione ricorre anche in caso di malattia superiore ai 30 giorni non dovuta a cause di servizio, in tal caso, conserva il diritto a ripresentare domanda.

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18. Cosa succede in caso di interruzione?2018-06-28T15:48:34+00:00

In caso di interruzione il volontario viene sostituito, ma soltanto se avviene entro tre mesi dall’inizio del servizio poiché coloro che subentrano devono svolgere almeno nove mesi di servizio civile.

19. Quali sono gli orari di servizio?2018-06-28T15:49:03+00:00

Gli orari dipendono dal progetto al quale si è scelto di aderire, ma non devono mai essere inferiori alle 30 ore di servizio settimanale salvo i casi nei quali l’Ente ha deciso di optare per il monte annuo, in quel caso i volontari devono essere impegnati per almeno 12 ore settimanali da articolare su 5 o 6 giorni.

Per i volontari non è prevista né l’applicazione della disciplina dello straordinario né del recupero ore aggiuntive salvo casi eccezionali.

20. In quanto volontario, mi spetta un riconoscimento economico? Se sì, quali sono i miei doveri fiscali?2018-06-28T15:49:37+00:00

Ai volontari spetta un riconoscimento economico pari a Euro 433,80 mensili.
Per i volontari impegnati nella realizzazione di progetti di servizio civile all’estero, in aggiunta all’assegno mensile di 433,80 euro spettanti ai volontari in servizio civile in Italia, è prevista una indennità giornaliera, che sarà corrisposta per il periodo di effettivo servizio all’estero, pari a:

– 15,00 euro per i progetti da realizzarsi in Europa (Area euro e Paesi dell’Europa Occidentale) Paesi del Nord America (Area dollaro) e Giappone (Area Yen);

– 14,00 euro per i progetti da realizzarsi nella Federazione Russa, Paesi dell’Europa dell’Est, Asia (compreso Medio-oriente, India, Cina ed escluso il Sud-est asiatico), Oceania;

– 13,00 euro per i progetti da realizzarsi in Africa, Sud-est asiatico; Paesi del Centro e Sud America.

Sono anticipate dall’ente che realizza il progetto e rimborsate dal Dipartimento, le spese di trasporto per complessivi due viaggi di andata e ritorno dall’Italia al Paese estero di realizzazione del progetto

Per i volontari avviati dal 18 aprile 2017 (entrata in vigore del dlgv 40/17 – istituzione del Servizio civile universale) gli assegni di servizio civile sono equiparati a redditi esenti ex art. 16 comma 3 del succitato Decreto. “Gli assegni attribuiti ai volontari in servizio civile universale, inquadrati nei redditi derivanti dalle assunzioni di obblighi di fare, non fare o permettere, sono esenti da imposizioni tributarie e non sono imponibili ai fini previdenziali”.

21. Dispongo di giorni di permesso?2018-06-28T15:50:05+00:00

Sì, il volontario ha a disposizione 20 giorni di permesso retribuito per esigenze personali non frazionabili in permessi orari.

I volontari possono inoltre usufruire di permessi extra per le seguenti circostanze: donazione di sangue (massimo 4 donazioni per i ragazzi e 2 per le ragazze); nomina alla carica di presidente, segretario, scrutatore del seggio elettorale e rappresentanti di lista per la durata del periodo elettorale; esercizio del voto (1 giorno per i volontari residenti da 50 a 300 chilometri di distanza dal luogo di servizio e 2 giorni per i residenti oltre i 300 chilometri, 3 giorni per i volontari impiegati in progetti europei e 5 per i volontari in paesi extra europei); convocazione a comparire in udienza come testimone (1 giorno).

22. E di giorni di malattia?2018-06-28T15:50:27+00:00

Il volontario ha a disposizione 15 giorni di malattia retribuita. Al termine di questi ha diritto ad altri 15 giorni, ma l’importo economico viene decurtato. In caso in cui vengano superati anche questi, il volontario perde il diritto al servizio. La sostituzione per malattia è possibile soltanto se avviene nei primi tre mesi della presa in servizio, in caso contrario il volontario non verrà sostituito. Il volontario che ha subito un infortunio avvenuto durante l’orario di servizio e per effetto delle attività svolte in servizio, ha diritto a giorni di assenza che non vanno conteggianti nel numero dei giorni di malattia spettante nell’arco del servizio.

In caso di interruzione per malattia, qualora conservi i requisiti necessari, il volontario può fare domanda per un bando successivo, ma solo nel caso non abbia svolto servizio per un periodo superiore ai 6 mesi.

23. A quali benefici ho diritto svolgendo il Servizio Civile?2018-06-28T16:15:12+00:00

E’ possibile ottenere crediti formativi spendibili sia nell’ambito degli studi che della formazione. Il periodo di Servizio Civile inoltre può essere valutato nei concorsi pubblici come servizio prestato presso Enti Pubblici, inoltre, nei concorsi per l’accesso a carriere quali i Vigili del Fuoco e Corpi Forestali dello Stato, il 10% dei posti è riservato a chi ha prestato almeno 12 mesi di servizio nelle attività istituzionali di tali corpi.

I periodi di Servizio Civile Nazionale svolti a partire dal 1 gennaio dell’anno 2009 possono essere riscattati, in tutto o in parte, su domanda del volontario e su contribuzione individuale, da versare in un’unica soluzione o in 120 rate mensili senza l’applicazione degli interessi di rateizzazione.

24. Quali sono i miei doveri in quanto volontario?2018-06-28T16:16:11+00:00

Il volontario ha il dovere di presentarsi presso la sede dell’Ente che realizza il progetto nella data e nell’ora indicati nella comunicazione di servizio e, in caso, comunicare all’Ente un eventuale rinuncia.
Le assenze per malattia o per permesso devono essere comunicate tempestivamente all’Ente e, nel primo caso, devono essere complete di certificazione medica. Il volontario è tenuto a seguire le istruzioni e le direttive ricevute dall’OLP (Operatore Locale di Progetto), partecipare alla formazione generale e specifica, rispettare scrupolosamente l’orario previsto per le attività del progetto e non assentarsi senza l’autorizzazione del proprio OLP.

Deve, inoltre, rispettare i luoghi e le persone con cui viene a contatto, mantenere una condotta corretta ed astenersi da comportamenti lesivi della dignità della persona. Infine, ha il divieto di divulgare informazioni e dati riservati di cui sia venuto a conoscenza durante il periodo di servizio.

25. Quali sono le sanzioni previste in caso di infrazione alle regole?2018-06-28T16:17:00+00:00

Le sanzioni, ordinate per gravità dell’infrazione commessa, sono le seguenti:
– Rimprovero scritto (inosservanza degli orari ed assenza ingiustificate; condotta non conforme a principi di correttezza; negligenza nella cura dei locali e dei beni mobili);
– Decurtazione della paga, da un minimo pari all’importo corrispondente ad un giorno di servizio ad un massimo pari all’importo corrispondente a 10 giorni di servizio (violazione ripetuta delle norme che comportano un richiamo scritto; rifiuto ingiustificato di seguire le direttive dell’OLP; comportamenti tesi ad impedire o ritardare l’attuazione dei progetti);

– Esclusione dal servizio (violazione ripetuta delle norme che comportano la decurtazione della paga; persistente ed insufficiente rendimento del volontario; comportamento da cui derivi un grave danno all’Ente; all’UNSC o a terzi; comportamenti che implichino una responsabilità penale a titolo di colpa o dolo; assenza arbitraria ed ingiustificata dal servizio; assenza eccedenti giorni di permesso e di malattia).

26. Come posso ottenere l’attestato di fine servizio?2018-06-28T16:17:54+00:00

L’attestato può essere autoprodotto dal volontario tramite un servizio offerto dal portale online dell’UNSC, potrà però essere stampato soltanto tre mesi dopo la fine del Servizio Civile e, comunque, non oltre i 24 mesi successivi. Per ottenere l’attestato è necessario che il volontario abbia svolto i 12 mesi di servizio, 9 in qual caso sia subentrato in seguito ad una rinuncia.

L’attestato spetta anche a chiunque abbia svolto almeno 6 mesi di servizio, ma sia stato costretto ad interrompere per motivi di malattia o di forza maggiore per causa di servizio. Nel caso non sia possibile attivare la procedura di stampa, significa che il volontario manca delle condizioni necessarie al rilascio. Qualora pensi si tratti di un errore, può rivolgersi all’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) per chiarimenti.

27. E nel caso non potessi richiedere l’attestato di fine servizio?2018-06-28T16:55:04+00:00

Nel caso non si disponga dei requisiti necessari per la richiesta dell’attestato di fine servizio, è possibile richiedere al Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale un certificato relativo al periodo di servizio prestato.